08 giugno 2016 presso Manituana – Laboratorio Culturale Autogestito a Turin.

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INGRESSO LIBERO, a seguire APERICENA con G.A.S Manituana (offerta libera a partire da 3€)

Le regioni orientali della Repubblica Democratica del Congo da oltre due decenni sono attraversate da numerosi gruppi armati condotti da signori della guerra senza scrupoli, alla ricerca di potere e lauti guadagni. Tra i motori principali che contribuiscono ad alimentare i conflitti in una terra ricchissima di minerali quale quella congolese, vi è senza dubbio l’estrazione del coltan. Minerale dalle proprietà uniche per qualità e resistenza, il coltan è impiegato in molteplici settori, specialmente nell’industria elettronica e dell’hi tech: cellulari, computer e tablet, strumenti indispensabili nella quotidianità di gran parte della popolazione mondiale non potrebbero esistere senza l’impiego di questo minerale. Il continuo aumento della domanda mondiale, dunque, contribuisce inevitabilmente al perpetuarsi di un conflitto tra i più complessi e violenti al mondo, nel quale sono coinvolti molteplici attori sul piano locale, regionale e internazionale, sottoponendo la popolazione a massacri, violenze e abusi.

Incontro tenuto da:
-Federica Vairo collaboratrice del Centro Piemontese di studi Africani, Università degli studi “La Sapienza” Roma
-Stefano Stranges fotografo freelance
-John Mpalizza attivista italo-congolese del movimento Peace Walking Man

Indirizzo: Via Sant’Ottavio 19bis, Turin
Coltan: sfruttamento e schiavitú nelle nostre tasche

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